TRA SACRO E PROFANO: LE ABBAZIE E LE ROCCHE...
Le Marche, Terra di passaggio, posta da sempre fra i confini di entità politiche forti, da nord a sud e divisa anch'essa al suo interno fra potenti signorie spesso contrapposte, la "Marca" mostra ancora oggi con le sue numerose rocche i segni della sua storia politica; noi Vi vogliamo suggerire itinerari, percorrendo i suggestivi territori della nostra Regione a cavallo delle province di Pesaro Urbino ed Ancona, offrendoVi la possibilità di pranzare in una locanda rustica, con cucina tipica locale...

Il Monastero di Fonte Avellana è situato alle
pendici del massiccio montuoso del Catria (1701 m.) a 700 metri sul
livello del mare.
Le sue origini si collocano intorno
all’anno Mille ma è certo che già negli ultimi decenni del X secolo
alcuni eremiti avevano scelto di dimorare in questa boscosa insenatura
della montagna caratterizzata da una vasta presenza di alberi di
nocciolo (le avellane) e da una sorgente d’acqua.

Ad Urbania potrete ammirare il grande complesso del Palazzo Ducale, che fu progettato dall’architetto Francesco
Di Giorgio Martini nel 1470 con la committenza dei Montefeltro quindi dei Della
Rovere, e successivamente fu completato dal geniale architetto Girolamo Genga.
Tra dipinti, raccolte di ceramiche e terrecotte, nelle sue sale sono esposti incisioni come la stupefacente stampa del Trionfo di Carlo V
e disegni di straordinari artisti come Federico
Barocci e Raffaellino
del Colle.
E riuscirete ad ammirare una Commedia di Dante Alighieri edita nel 1491; un
volume del 1528 del Cortegiano di Baldassar Castiglione; i Sonetti di Torquato
Tasso del 1583 e il Testamento dell’ultimo Duca di Urbino Francesco Maria II
Della Rovere, morto a Casteldurante nel 1631.

*Lungo la
vallata del Cesano si trova la Rocca di Mondavio sorta su una precedente
costruzione per volere di Giovanni della Rovere. Martini, lasciandola
incompiuta, vi lavorò dal 1488 al 1501 anno della sua morte. Notevole è il
mastio su base poligonale, con il tipico giro di caditoie e merli. Insieme al
mastio, torri e torrioni avevano la funzione di offrire prospettive sfuggenti
ai micidiali colpi di bombarda, invece di contrastarli con grosse muraglie come
si era fatto fino ad allora. Dal 2000 la Rocca ospita la mostra permanente di riproduzioni
a grandezza naturale di macchine da guerra utilizzate nei secoli XV e XVI
elaborate su progetti originali di Francesco di Giorgio Martini.

*La storia di Frontone è legata soprattutto al suo Castello, conteso da
principi e da guerrieri per il dominio delle contrade circostanti e che
oggi rappresenta uno dei più chiari esempi di architettura militare
dell'XI secolo. Per lunghi periodi dovette sottostare alla giurisdizione
di Cagli e poi a quella di Gubbio. Dal 1291 al 1420 i veri signori di
Frontone furono i Gabrielli di Gubbio. Spodestata la signoria dal Conte
Guidantonio di Urbino, Frontone s'inserisce, per oltre un secolo, nella
storia dell'illustre famiglia dei Montefeltro e di quella dei Della
Rovere che le succedette nel possesso del Ducato di Urbino. Nel 1445
Sigismondo Malatesta di Rimini in guerra contro il Duca Federico da
Montefeltro, tentò di togliergli il Castello, ma il personale intervento
del duca Federico mise in fuga i Malatesta.

L'origine del
Castello è sicuramente il Mastio, costruito nel 1150 per volere di Pietro
e Ridolfo De Grifo discendenti di una potente famiglia, usurpatrice della
zona del comune di Pesaro. Questa grande torre s'innalza a circa 30 metri dal suolo e, con
la sua struttura poderosa, domina ed osserva l'intera valle: dalla sua cima è
possibile ammirare a nord il mare Adriatico ed ad ovest, il monte Carpegna.
Alla base del mastio, vi sono inoltre blocchi di pietra che risalgono all'epoca
romana e che rivelano radici molto più antiche dell'intero borgo.
La grandezza e
lo sfarzo del Castello, come lo conosciamo al giorno d'oggi, lo dobbiamo
soprattutto alla famiglia Malatesta, che tra il XIII e il XIV secolo
fece costruire la fortezza e le imponenti cinta murarie (la più esterna si
estende per circa 800
metri), strutture che resero l'intera zona inespugnabile
per secoli.
Sotto la podestà
della famiglia Malatesta, essa fu la residenza prediletta di Pandolfo II ed
ospitò numerosi personaggi noti della casata: si narra che nelle sue
meravigliose stanze si consumò la tragedia amorosa di Paolo il Bello e
Francesca Da Polenta, che vi abitò la stimata Battista di Montefeltro
moglie di Galeazzo, che vi visse anche il signore di Rimini per eccellenza, Sigismondo
Pandolfo.




