IL TERRITORIO E LA STORIA DI BORGHI E CASTELLI...
I numerosi borghi medievali sparsi sul nostro territorio sono un tipico esempio delle cittadine collinari marchigiane ricche di storia e cultura ancora a misura d’uomo, dove sembra che il tempo si sia fermato e dove si riassaporano atmosfere ed usanze antiche. Vi suggeriamo solo alcuni di questi luoghi che Vi stupiranno e affascineranno per la loro storia e per i loro scorci mozzafiato.
CORINALDO:
Trovandosi in prossimità
della distrutta città romana di Suasa Senonum, la tradizione legge nel suo nome
l'invocazione curre in altum (corri, fuggi verso l'alto) pronunciata dai
sopravvissuti alla violenza dei barbari.
Più probabile che il toponimo indichi un
"colle in alto" o una "curia di Aldo": in quest'ultimo caso si
evidenzierebbe un'origine longobarda.
I NOVE CASTELLI DI ARCEVIA
Avacelli, Castiglioni, Caudino, Loretello, Montale, Nidastore, Palazzo, Piticchio e San Pietro, sono
i nove Castelli di Arcevia e sono tutti inseriti all'interno di belle mura tre-quattrocentesche
ancora intatte nella tipologia. Si tratta di piccoli centri abitati di
importanza storico-artistica notevole, che accrescono la notorietà di
Arcevia...per tanto meritano di essere conosciuti uno per uno.
AVACELLI: Il Castello di Avacelli, attestato dal 1248, venne fondato da Rocca Contrada su di una collina
al confine con il territorio di Serra S. Quirico. Dell’antica struttura difensiva, risalente
alla fine del ‘300, rimane la bella porta d’ingresso con il rivellino e parte della cinta
muraria in pietra, completamente priva di scarpa.

CASTIGLIONI: Il castello di Castiglioni si trova ai confini con il territorio di
Serra de’Conti. Attestato dal 1289 come castellare, è stato probabilmente fondato dopo
l’abbandono del castello di Fossaceca che si trovava nei pressi. E’ solo agli inizi del
‘400 che diventa un vero e proprio castello (anche se solo dopo la seconda metà del secolo
la costruzione fu completata), fortificato in modo organico ed unitario dal Comune di
Rocca Contrada per difenderne gli abitanti dai pericoli delle guerre in corso (il castello
fu occupato da Braccio da Montone).

LORETELLO: Lo splendido castello di Loretello, che sorge su un poggio a 300 metri
d’altezza, dista circa 15 km da Arcevia, in direzione S. Lorenzo in
Campo. Tra i castelli del territorio rimasti è quello più antico:
nominato per la prima volta nel 1072, edificato insieme alla chiesa di
S. Andrea dai monaci di Fonte Avellana, divenne possesso di Rocca
Contrada nella seconda metà del ‘200. Il vero e proprio castello, come
appare oggi, risale ad un ampliamento avvenuto probabilmente tra la fine
del ‘300 e i primi decenni del ‘400. Notevole la cinta muraria in
laterizio, interamente percorribile, tra i migliori esempi di
architettura militare della provincia. L’edificio più importante, oltre
allo spettacolare ponte d’accesso in laterizio (sec. XV), è il grande
torrione circolare quattrocentesco con ancora visibili gran parte delle
feritoie.

PALAZZO: Il castello più caratteristico e popoloso di Arcevia si trova arroccato su un poggio
(516 m. d’altitudine) che si trova alle pendici del Monte Caudino. Palazzo fu costruito
abbastanza tardi da Rocca Contrada, nella seconda metà del ‘300, dopo che due castelli
(fortificazioni signorili) della zona, Sassellero e Sterleto, furono abbandonati
lasciando quel territorio privo di un insediamento.
Palazzo è un centro murato interessante che presenta una struttura
urbanistica singolare
sviluppatasi lungo le linee di livello delle pendici del Monte Caudino.
E’ dotato
di possenti tratti di mura in pietra e cotto e di una bella porta
d’accesso quattrocentesca.
Da ammirare sono la chiesa parrocchiale dei Santi Settimio e Stefano (1ª
metà sec. XVIII), imponente costruzione tardobarocca - probabilmente
opera di un esponente
della famiglia di architetti Vici originari di Palazzo – con splendidi
altari marmorei
e bella tela settecentesca di scuola veneta, e l’Oratorio Privato di S.
Venanzio
(1751-’59), eretto su progetto di Arcangelo Vici, con notevole interno
affrescato.

NIDASTORE: Il castello di Nidastore – “nido degli astori”, ossia dei falchi che
venivano usati per la caccia nel Medioevo – è il castello più
settentrionale di Arcevia, ai confini con la provincia di Pesaro.
Nidastore sorse verso la metà del XII secolo e fu da sempre conteso tra
il Vescovo di Fossombrone e Rocca Contrada. Nel 1408 il castello venne
concesso al nipote del Vescovo Raniero di Taddeo dei Ranieri di Pesaro,
che venne ucciso da fuoriusciti da Rocca Contrada. A questa vicenda è
legata la tradizione secondo cui il Ranieri sarebbe stato ucciso dagli
stessi abitanti di Nidastore in seguito alla pretesa dello stesso di
esercitare lo jus primae noctis sulle loro spose. Nel 1462 il castello
fu definitivamente riconosciuto a Rocca Contrada da Pio II.
L’abitato
attuale risale alla seconda metà del ‘400, quando Rocca Contrada, dopo
varie distruzioni, ha l’obbligo di riedificare il castello: da notare la
cinta muraria ben conservata su cui poggiano direttamente le abitazioni
e alcuni palazzi con portali cinquecenteschi e seicenteschi in ottimo
stato di conservazione.




